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	<title>Daniela Quaranta &#187; barocco</title>
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	<description>Restauri di beni storico artistici</description>
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		<title>Dipinti su tela della chiesa di S.Spirito in Castelbaronia (AV)</title>
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		<pubDate>Fri, 31 Oct 2003 08:02:48 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[La chiesa di Santo Spirito di Castelbaronia è un gioiello d’arte barocca quasi sconosciuto, in quanto l’edificio è chiuso al culto da più di mezzo secolo. La chiesa che presenta ancora oggi l’originario impianto architettonico barocco slanciato ed elegante, costituito da una sola navata voltata a botte e decorata con stucchi e cornici, è documentata [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #4a4a4c;">La chiesa di Santo Spirito di Castelbaronia è un gioiello d’arte barocca quasi sconosciuto, in quanto l’edificio è chiuso al culto da più di mezzo secolo. La chiesa che presenta ancora oggi l’originario impianto architettonico barocco slanciato ed elegante, costituito da una sola navata voltata a botte e decorata con stucchi e cornici, è documentata come già esistente nel 1623 quando si cominciò la costruzione dell’annesso convento francescano commissionato dalla famiglia De Ponte, feudatari del luogo. </span></p>
<p><span style="color: #4a4a4c;">Nel XVII secolo venne arricchita da manufatti artistici di gran pregio, frutto di donazioni, committenze o lavorazioni dei frati medesimi, come l’artistico altare maggiore e gli armadi reliquiari in legno scolpito, dipinto e dorato, e una gran copia di reliquiari che si può ipotizzare siano produzione di una bottega d’arte nata all’interno dell’Ordine dei Minori Francescani della provincia meridionale, aggiornata sui canoni affermatisi nella capitale del Regno nel corso della transizione dal naturalismo al barocco e dal barocco al rococò, ancorché per alcuni versi attardata su stilemi precedenti. </span></p>
<p><span style="color: #4a4a4c;">La lipsanoteca comprende una serie di reliquiari di forme diverse &#8211; ottagonali, rettangolari, a fiore, a palma, ad urna, a festone – e otto busti di scuola napoletana ascrivibili alle botteghe di Giuseppe Fiorillo e Domenico Di Nardo. </span></p>
<p><span style="color: #4a4a4c;">Nella chiesa sono conservati, inoltre, una serie di dipinti ad olio su tela e statue raffiguranti santi francescani, ordine presente nel convento sino alla soppressione postunitaria del 1867 quando fu stabilita la definitiva chiusura dell’intera struttura, in applicazione della legge 17 febbraio 1861 decretata da Pasquale Stanislao Mancini, uno dei più illustri uomini di Castelbaronia. </span></p>
<p><span style="color: #4a4a4c;">L’edificio sacro e tutto il suo ricchissimo corredo di opere mobili, di proprietà del Fondo Edifici per il Culto del Ministero dell’Interno dalla seconda metà del XIX secolo, sono stati restaurati a cura delle due Soprintendenze di settore e dal 2014, previo accordo tra il FEC e la Curia di Ariano Irpino e Lacedonia, saranno fruibili a seguito della riapertura al culto dell’edificio.</span></p>
<p><span style="color: #4a4a4c;"><em>(fonte: MIBACT)</em></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em><strong>Daniela Quaranta ha restaurato n.13 dipinti su tela della Chiesa di S.Spirito in Castelbaronia (AV) per la Soprintendenza per i B.A.P.P.S.A.D. di Salerno e Avellino, con ultimazione dei lavori nell’ottobre 2003.</strong></em></p>
<p><a href="http://www.danielaquaranta.it/wp-content/uploads/2014/07/castelbaronia-tela.jpg"><img class="size-full wp-image-77 aligncenter" src="http://www.danielaquaranta.it/wp-content/uploads/2014/07/castelbaronia-tela.jpg" alt="castelbaronia-tela" width="500" height="377" /></a></p>
<p><strong>      </strong></p>
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		<title>Dipinti su tela della Chiesa S.M. Assunta in Candida (AV)</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Jul 2002 21:49:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Admin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Restauri su dipinti su tela e tavola]]></category>
		<category><![CDATA[Agostiniani]]></category>
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		<category><![CDATA[Candida]]></category>
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		<description><![CDATA[La chiesa collegiale, dedicata all&#8217;Assunzione della Beata Vergine Maria, fu aperta al culto nel 1540. La facciata presenta un portale sfarzoso, posto nel  1769 a sostituzione di quello originario di tipo rinascimentale, in pietra con decorazioni barocche. Esso conserva tutto il fascino di una struttura viva, equilibrata e proporzionata con un ottimo accordo tra le misure [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>La chiesa collegiale, dedicata all&#8217;Assunzione della Beata Vergine Maria, fu aperta al culto nel 1540. La facciata presenta un portale sfarzoso, posto nel  1769 a sostituzione di quello originario di tipo rinascimentale, in pietra con decorazioni barocche. Esso conserva tutto il fascino di una struttura viva, equilibrata e proporzionata con un ottimo accordo tra le misure geometricamente esatte e i fregi di ispirazione libera.</p>
<p>La chiesa si presenta ad una sola navata. L&#8217;altare è di stile barocco intarsiato di marmi policromi, su di esso si possono ammirare due splendide pale lignee, dipinte ad olio, cinque-secentesche, forse di scuola salernitana ed eseguite ad imitazione delle facciate dei palazzi nobiliari e dell&#8217;edilizia di culto del tempo. Due cappelle laterali ospitano le statue di San Filippo Neri e della Madonna del Buon Consiglio, patrono e protettrice di Candida.</p>
<p>La  venerazione della Madonna sotto il titolo del Buon Consiglio si lega strettamente alla presenza a Candida dei monaci Agostiniani. Infatti, nella chiesa attigua al monastero vi era un primo quadro della Madonna in stile orientale e un secondo, del 1766 simile a quello attuale, simbolo di devozione e preghiera di una confraternita.</p>
<p>Nel 1831 il reverendo Domenico Cutillo, insigne teologo e filologo, professore di diritto naturale dal 1829 all&#8217;università di Napoli, fece realizzare il nuovo quadro della Madonna da artisti napoletani. Il quadro fu arricchito da statue lignee che fanno da coro al dipinto centrale.  Alla chiesa di Candida il papa Leone XIII concesse l&#8217;indulgenza plenaria <i>toties quoties</i> nei giorni 26 aprile e terza domenica d&#8217;agosto. La devozione verso S. Filippo, il fondatore degli oratori, il santo del sorriso e dei giovani, è sancita da un patto notarile stipulato il 25 maggio 1653.</p>
<p>Sopra la porta di ingresso corre una balaustra in legno con al centro un dipinto raffigurante la Vergine col Bambino. La balaustra raccoglie un organo Ottocentesco opera di un artigiano locale con tre ordini di canne. Nella sua austera sobrietà, a destra dell&#8217;altare, c&#8217;è il fonte battesimale in pietra bianca locale. Oltre a un crocefisso ligneo di buon pregio artistico e alcune tele, tra cui spicca la Madonna Assunta in Cielo, un quadro Ottocentesco di chiara scuola napoletana, si può ammirare un frammento di Madonna con Bambino di eccellente composizione e delicatezza artistica. In un locale attiguo alla chiesa è stato installato in modo permanente un presepe con pregevoli pastori del settecento napoletano.</p>
<p><em>(fonte: <span style="color: #252525;">Wikipedia - <em>foto: Mauro Gargano</em></span><span style="color: #252525;">)</span></em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><em>Daniela Quaranta ha restaurato dipinti su tela della Chiesa S.M. Assunta in Candida (AV)  per il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti – Provveditorato Regionale alle OO.PP. per la Campania, ultimati il 03/7/2002.</em></strong></p>
<p><a href="http://www.danielaquaranta.it/wp-content/uploads/2002/07/candida-madonna-bambino.jpg"><img class="size-full wp-image-92 aligncenter" src="http://www.danielaquaranta.it/wp-content/uploads/2002/07/candida-madonna-bambino.jpg" alt="candida-madonna-bambino" width="500" height="497" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Pala d’altare della Chiesa Maria SS. del Rosario in Martano (LE)</title>
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		<pubDate>Sat, 01 Dec 2001 19:46:57 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Restauri su dipinti su tela e tavola]]></category>
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		<category><![CDATA[pianta a croce latina]]></category>
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		<description><![CDATA[Simbolo dell’espansione urbanistica di Martano nel corso del XVII sec., il complesso dei Domenicani si compone della Chiesa Parrocchiale intitolata alla Vergine del Rosario e dell’ampio Convento attualmente sede del municipio. L’edificio sacro presenta una facciata sobria ed elegante al centro della quale si imposta un semplice portale di ingresso inquadrato da colonne tortili lavorate [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Simbolo dell’espansione urbanistica di Martano nel corso del XVII sec., il complesso dei Domenicani si compone della Chiesa Parrocchiale intitolata alla Vergine del Rosario e dell’ampio Convento attualmente sede del municipio.</p>
<p>L’edificio sacro presenta una facciata sobria ed elegante al centro della quale si imposta un semplice portale di ingresso inquadrato da colonne tortili lavorate in altorilievo con motivi vegetali, in linea con il gusto barocco del periodo.</p>
<p>La trabeazione presenta una decorazione vegetale con al centro un puttino mentre sulla cornice stessa, al centro del portale, è collocata la statua di S. Domenico inquadrato da due capitelli vegetali ai lati. Nel registro superiore, in corrispondenza del portale di ingresso, si imposta un’alta finestra che presenta linee semplici ed eleganti. Due puttini reggono la trabeazione sulla quale è ubicata la statua della Vergine del Rosario con Bambino al centro di un timpano mistilineo.</p>
<p>Conclude lo sviluppo verticale dell’edificio una cornice leggermente aggettante sotto la quale corre, per tutta la lunghezza della facciata, una decorazione dentellata che crea un sofisticato gioco di chiaro scuri. Due possenti paraste inquadrano il corpo principale, mentre ai lati due eleganti finestre illuminano le navate laterali.</p>
<p>La chiesa presenta pianta a croce latina con tre navate voltate a crociera e sostenute da possenti pilastri, intervallate da tre altari per lato e due nel transetto.</p>
<p><em>(fonte: www.salentoviaggi.it)</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em><strong>Daniela Quaranta ha restaurato la pala d’altare dipinta ad olio su tela raffigurante &#8220;Deposizione” attribuita a Jacopo Palma il Giovane della Chiesa Maria SS. del Rosario in Martano (LE) - Restauro autorizzato dalla Soprintendenza per i Beni Ambientali Architettonici Artistici e Storici di Bari, lavoro ultimato nel dicembre 2001.</strong></em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.danielaquaranta.it/wp-content/uploads/2001/12/martano-chiesarosario.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-127" src="http://www.danielaquaranta.it/wp-content/uploads/2001/12/martano-chiesarosario.jpg" alt="martano-chiesarosario" width="500" height="375" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;">
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